Mi piacciono il cielo e le arguzie.
Sono alla ricerca di parole diverse per sciogliere la matassa, ormai certa che ciò che voglio realmente dire rimarrà essenzialmente inespresso.
O forse non ho poi molto da dire, in quanto altri lo hanno già fatto e meglio di me; voglio una vita avventurosa, appassionata, storta e piena di gente e di posti, una di quelle che fra quarant'anni a guardarti indietro non potrai che scoppiare a ridere e a piangere a dirotto, e sono già sulla buona strada. O forse ambisco a poter vivere semplicemente senza sentirmi in prigione, anche se la mia vera natura non pare essere accomodante. Perpetuamente con addosso il bruciante desiderio per qualcosa che non ho, non ho più, non ho mai avuto: inconcludenza è il termine. Ma siamo solo degli stupidi innocenti e colpevoli, colpevoli, colpevoli, colpevoli esseri umani, e magari va bene così